Il costo del divorzio rappresenta una delle prime preoccupazioni per chi si appresta ad affrontare lo scioglimento del matrimonio. La risposta, tuttavia, non è univoca: la spesa complessiva dipende dalla tipologia di procedura scelta, dalla complessità della situazione patrimoniale e familiare, e dalle tariffe del professionista incaricato. Conoscere in anticipo le voci di costo è essenziale per pianificare con consapevolezza ogni fase del procedimento.

Divorzio consensuale e divorzio giudiziale: la scelta che incide sui costi

La distinzione fondamentale, ai fini economici, è quella tra divorzio consensuale e divorzio giudiziale. Nel primo caso, entrambi i coniugi concordano sulle condizioni dello scioglimento del vincolo matrimoniale — dalla divisione dei beni all’eventuale assegno divorzile, dall’affidamento dei figli alla destinazione della casa familiare — e presentano un ricorso congiunto. Nel secondo caso, in assenza di accordo, uno dei coniugi avvia un procedimento contenzioso davanti al tribunale, con una fase istruttoria che può protrarsi anche per diversi anni.

È evidente che il divorzio consensuale risulta la soluzione più rapida ed economica, mentre il divorzio giudiziale comporta costi significativamente più elevati, legati sia alla maggiore attività professionale dell’avvocato sia alla durata complessiva del procedimento.

Quanto costa un divorzio consensuale nel 2026

Il costo del divorzio consensuale si compone di due voci principali: il contributo unificato e la parcella dell’avvocato. A queste si aggiungono eventuali spese accessorie.

Per quanto riguarda il contributo unificato, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a) del D.P.R. n. 115/2002, l’importo dovuto per i procedimenti congiunti di divorzio è pari a 43 euro. Gli atti relativi ai procedimenti di scioglimento del matrimonio beneficiano inoltre dell’esenzione dall’imposta di bollo e dall’imposta di registro, come previsto dall’art. 19 della legge n. 74/1987.

La parcella dell’avvocato per un divorzio consensuale varia in base alla complessità del caso, alla presenza di figli e all’entità del patrimonio da regolamentare. In linea generale, è possibile individuare le seguenti fasce indicative:

  • Avvocato unico per entrambi i coniugi: da 1.000 a 10.000euro complessivi, nella fattispecie più semplice e in assenza di questioni patrimoniali complesse;
  • Avvocati separati per ciascun coniuge: da 1.000 a 10.000euro per parte, a seconda della complessità delle condizioni da negoziare.

Pertanto, il costo complessivo di un divorzio consensuale si colloca generalmente in una fascia compresa tra 3.000 euro e 7.000, salvo situazioni di particolare complessità patrimoniale.

Quanto costa un divorzio giudiziale nel 2026

Il divorzio giudiziale comporta costi sensibilmente più elevati. Il contributo unificato sale a 98 euro, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. b) del D.P.R. n. 115/2002. Tuttavia, è la parcella dell’avvocato a costituire la voce di spesa preponderante.

In un procedimento contenzioso, l’attività del legale comprende la redazione del ricorso, la partecipazione alle udienze, l’eventuale fase istruttoria con escussione di testimoni e produzioni documentali, nonché la gestione delle trattative su affidamento, mantenimento e divisione patrimoniale. Il costo dell’avvocato per un divorzio giudiziale può variare indicativamente:

  • Procedimenti di media complessità (3-4 udienze, questioni patrimoniali limitate): da 4.000 a 8.000 euro;
  • Procedimenti complessi (questioni patrimoniali rilevanti, perizie, conflitto sull’affidamento dei figli): da 8.000 a 15.000 euro e oltre.

A tali importi possono aggiungersi le spese per eventuali consulenze tecniche d’ufficio (CTU) disposte dal giudice — ad esempio perizie patrimoniali per la valutazione di immobili o aziende — e i costi di eventuali perizie psicologiche nei casi in cui vi sia conflitto sull’affidamento dei figli minori.

Le tre procedure del divorzio consensuale e i relativi costi

La normativa italiana prevede tre modalità per ottenere il divorzio consensuale, ciascuna con un diverso impatto economico:

  • Divorzio in Comune: i coniugi possono presentarsi personalmente dinanzi all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza o del luogo in cui il matrimonio è stato celebrato. Il costo è limitato al pagamento di un diritto fisso di 16 euro. Questa procedura, tuttavia, non è percorribile in presenza di figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti economicamente o portatori di handicap, né qualora l’accordo preveda trasferimenti patrimoniali immobiliari.
  • Negoziazione assistita: i coniugi, assistiti ciascuno dal proprio avvocato, raggiungono un accordo che viene formalizzato in una convenzione di negoziazione e successivamente trasmesso al Procuratore della Repubblica. Il costo complessivo si colloca generalmente tra 1.000 e 5.000 euro, in ragione delle tariffe professionali applicate. Non è dovuto il contributo unificato previsto per il ricorso in tribunale.
  • Ricorso congiunto in tribunale: i coniugi presentano domanda congiunta al tribunale competente. Il costo comprende il contributo unificato di 43 euro e la parcella dell’avvocato, per un importo complessivo mediamente analogo a quello della negoziazione assistita.

Spese accessorie e voci di costo spesso trascurate

Oltre alle spese legali e processuali, è opportuno considerare alcune voci di costo aggiuntive che possono incidere sul budget complessivo del divorzio:

  • Perizie e consulenze tecniche: la valutazione di beni immobili, partecipazioni societarie o altri cespiti patrimoniali può richiedere l’intervento di periti estimatori, con costi variabili in funzione della complessità dell’incarico;
  • Spese per la documentazione: certificati anagrafici, copie autentiche della sentenza di separazione, estratti dell’atto di matrimonio e dichiarazioni dei redditi costituiscono voci di spesa contenute ma da considerare;
  • Eventuali mediatori familiari: qualora i coniugi ricorrano alla mediazione familiare per facilitare il raggiungimento di un accordo, il costo delle sedute può variare da 100 a 300 euro per incontro;
  • Effetti economici della sentenza: il costo “reale” del divorzio comprende anche le conseguenze patrimoniali stabilite dal giudice, quali l’assegno divorzile a favore del coniuge economicamente più debole o il contributo al mantenimento dei figli.

Il patrocinio a spese dello Stato

Per i soggetti che si trovino in condizioni di difficoltà economica, la legge prevede la possibilità di accedere al patrocinio a spese dello Stato (cosiddetto gratuito patrocinio), disciplinato dagli artt. 74 e seguenti del D.P.R. n. 115/2002. Per beneficiarne, il richiedente deve dimostrare di possedere un reddito imponibile non superiore alla soglia aggiornata periodicamente dal Ministero della Giustizia. In tal caso, le spese legali e il contributo unificato sono interamente a carico dell’erario.

Come contenere i costi del divorzio

Esistono alcune strategie concrete per ridurre la spesa complessiva del divorzio:

  • Privilegiare l’accordo: il divorzio consensuale è sempre preferibile sotto il profilo economico. Raggiungere un’intesa sulle condizioni principali — anche con il supporto di un mediatore familiare — consente di evitare i costi del contenzioso. Ciò però, sebbene auspicabile, non è sempre attuabile
  • Valutare il divorzio in Comune: quando ne sussistono i presupposti, la procedura dinanzi all’ufficiale dello stato civile rappresenta la soluzione più economica in assoluto. In ogni caso, è da escludersi in presenza di figli minorenni ovvero maggiorenni ma non economicamente autosufficienti;
  • Richiedere un preventivo dettagliato: è sempre consigliabile richiedere al proprio avvocato un preventivo scritto che indichi con chiarezza tutte le voci di costo, comprensive di IVA, contributo previdenziale e spese generali;
  • Cumulare separazione e divorzio: la riforma introdotta dal D.Lgs. n. 149/2022 (Riforma Cartabia) consente di presentare in un unico procedimento le domande di separazione e divorzio, con un risparmio in termini di tempi e di costi processuali.

Conclusione: pianificare i costi per affrontare il divorzio con serenità

Il costo del divorzio varia significativamente in funzione della procedura scelta, del grado di conflittualità tra i coniugi e della complessità, anche patrimoniale, del contesto familiare. Si passa dai circa 16 euro del divorzio in Comune fino a oltre 15.000 euro per un contenzioso giudiziale particolarmente articolato. Uno studio legale specializzato in Diritto di famiglia saprà sicuramente consigliare la procedura più adeguata, e fornire un’informazione completa sulle voci di spesa La competenza e l’ausilio di un avvocato specializzato permettono di affrontare il Divorzio con maggiore consapevolezza sia in termini economici che procedurali.

Lo Studio Legale Daplex e l’assistenza nel divorzio

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